?Alos - Matrice

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Artista ?Alos
Titolo album Matrice
Etichetta Cheap Satanism Records
Anno pubblicazione 2015
Tipo album Full length
Recensore Anthony Ettorre
Voto Beautiful Freaks 9
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 50

Recensione di Beautiful Freaks

Stefania Pedretti, in arte ?Alos, avanza con il suo imperscrutabile sound post-apocalittico approdando al suo quarto lavoro, pubblicato dalla belga Cheap Satanism Records, per offrirci attraverso cinque tracce un’esperienza quanto mai intensa, penetrante, sensualmente disarmante. Sin dall’apertura di Ecate veniamo sommersi da un ascolto minimale, sussurrato, ipnotico che trasuda, nella sua prima parte, una demoniaca sensualità, accattivante quanto ingannevole... per poi essere gradualmente inghiottiti dagli stridori della “Musa del Caos” non lasciando spazio a interpretazioni. E’ pura avanguardia minimalista che prende forma, provocando un etereo, inquieto, quanto attraente abbandono. La chitarra di ?Alos imprime poi, con il suo sinuoso fascino, la sua tagliente presenza così come la sua voce, criptica, seducente, demoniaca... La più ancestrale delle dicotomie prende forma in Luce/Tenebre, solenne esecuzione dal corpo doom metal cadensato ed essenziale. La successiva Ignis red elixer, anche grazie all’elettronica del lo stupefacente Mai Mai Mai, resta uno dei punti più elevati del disco e ci catapulta in un universo post-industrial, in una sorta di ibridazione tra Throbbing Gristle e Diamanda Galas. I dieci minuti di Matrice emergono da sulfuree attese e ci traghettano verso un ambient distorto dalle connotazioni orrorifiche, evolvendosi grazie ad una sorta di crescendo carpenteriano caldo e avvolgente come un respiro infernale. Hyle è la chiusa rituale che conduce l’ascoltatore verso la dissoluzione della ragione, attraverso l’abbandono di ogni convenzione musicale, in un rituale percussivo (Giovanni Todisco) di pura avanguardia emozionale, in cui la voce di Pedretti si esprime in tutta la sua bellezza. Il percorso artistico della signorina ?Alos raggiunge in “Matrice” vette di sublimazione rarefatta. Un disco di crepuscolare avanguardia fortemente intriso di una personale tribalità, fatta di suggestioni primordiali, cupe, lente e per questo penetranti come una lama sottile. L’essenzialità e la disarmante immediatezza del suono di ?Alos permea tutto il disco e si lascia voluttuosamente iniettare nei sensi dell’ascoltatore per scaraventarlo nella dolcezza oscura dell’universo ?Alos... Lavoro sconfinatamente superbo!