...A Toys Orchestra - Butterfly effect

Da WikiFreaks.
Imnodi.jpg
Artista ...A Toys Orchestra
Titolo album Butterfly effect
Etichetta Ala Bianca Records, Urtovox
Anno pubblicazione 2014
Tipo album Full length
Recensore Bernardo Mattioni
Voto Beautiful Freaks 7
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 49

Recensione di Beautiful Freaks

Non è cosa semplice riuscire a trovare bands italiane indipendenti (possibilmente affermate) con lo sguardo rivolto oltre confine. Chiariamo: moltissimi attingono a piene mani dai patrimoni musicali di altre culture, ma non hanno poi la pretesa di entrare nei circuiti da cui provengono le proprie ispirazioni. Gli …A Toys Orchestra, in questo senso, hanno sempre mantenuto viva la propria vocazione transnazionale. Pur non avendo ancora trovato la consacrazione definitiva a livello di vendite, il gruppo di origini campane ha lasciato la propria impronta tra i nomi più influenti della musica indipendente italiana. Ed è con lavori come Butterfly Effect che gli …A Toys Orchestra possono confermare di potersi sedere al tavolo dei potenti, avendone tutto il diritto. La band riserva da sempre un’attenzione particolare alle melodie e Butterfly Effect rappresenta la concretizzazione di una cura più ampia per i dettagli dell’intero brano, oltre che dell’album preso nella sua interezza. La collaborazione con il produttore Jeremy Glover (già con Crystal Castles e Liars, tra gli altri) ha conferito alla nuova fatica dei Nostri un carattere molto più ammiccante e pitchforkiano. Il primo singolo (con video) uscito in autunno Always I’m Wrong è una celebrazione del sound che caratterizza il nuovo album, dove ogni parte è al proprio posto, il motivetto è cantabile e le chitarre fanno tutto ciò che vorreste sentire da una chitarra in un pezzo così. Pretendere che una band indie rock non si lasci influenzare da ciò che ha intorno sarebbe un ragionamento sterile: è sufficiente sentire la vecchia Dance of the Moth per capire quanto sia forte l’influenza del contesto sulla band, considerando che il pezzo fu scritto all’inizio degli anni zero. Cionondimeno, è palese il passo avanti che questo album sta a significare, se messo a confronto con i pur buoni lavori precedenti. Tornando a noi, l’album si mantiene piuttosto vicino al proprio centro gravitazionale, rimanendo coerentemente su un territorio d’appartenenza musicale ben noto alla band. I momenti veramente esplosivi dell’album non sono troppi (un esempio molto positivo è Take my Place), ma il prodotto non contiene materiale in eccesso, è ben studiato, ben arrangiato e con buone idee. Personalmente però, non vedo l’effetto farfalla celebrato nel titolo materializzarsi nelle canzoni dell’album, e neanche nelle macchie di rorschachiana memoria in copertina. Ma chissà che questo battito d’ali non provochi un vero uragano da qualche parte, tra qualche tempo.