AA.VV. - Dreaming Up the Perfect Pop

Da WikiFreaks.
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Artista AA.VV.
Titolo album Dreaming Up the Perfect Pop
Etichetta
Anno pubblicazione
Tipo album Full length
Recensore Tum‎
Voto Beautiful Freaks
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 20

Recensione di Beautiful Freaks

Un enorme copertone di un tir… le sue striature… non ci crederai. Tutto fatto di nuvole che si avviluppano fragili sopra la mia testa spettinata e forse nemmeno molto profumata… non ci crederei. Incantato nell’estasi di un pomeriggio d’ottobre, annoiato dalla solita routine decido di passare il pomeriggio a gambe all’aria. Note olfattive che si rosolano nel soffritto dell’autunno. Sul balcone di casa l’unico rumore che deturpa la musica del mio stereo è qualche schiamazzo dei ragazzini che limonano e si fumano sigarette nelle segrete del parchetto sotto casa. Autunno non ancora in decadenza ma sole pallido di ricordi carnosi. Beata giovinezza, con un cielo così oggi potrei persino innamorarmi. Potrei assumere una posizione ideologica debole… murare qualche scheletro nell’armadio… annusare il ronzio di qualche sogno latente dimenticato nel cassetto per troppo tempo. Inverno step Back! Vediamo un po’ cosa ascoltare. Ci vorrebbe una bella compilation per non alzar le chiappe troppo spesso, un suono discendente e trasognato. Oddio! Sono spacciato. Vittima di queste emozioni in deflagrazione, interlocutore di me stesso… fotogramma del mio passato allegramente perdente, eroe grottesco come quei personaggi di Calvino che tanto mi hanno fatto uscire dalla pelle. Click. Sognare… click… sognare.

Una buona compilation Indie pop. Il suono di un bicchiere di carta che si accartoccia nelle mie mani, diventa poesia con The mendoza line di the kids are out. Quanto mi imbarazzano questi suoni così emotivi da commuovermi. Distillano malinconia questi The dupont circles di “Heaven holler” ma chi vuol essere felice a tutti i costi… faccia pure perchè Capsula vi trascinerà nella zona cesarini della vostra tristezza. Subirete un cappotto multicolore alla Janis Joplin. Dondolerete come naufraghi nell’oceano di una farfisa fuori tonalità, così minimale da mettere in crisi il miglior Bertoncelli che si cela nelle vostre critiche ambizioni. Odiate la mondanità? Sentite una specie di uragano testicolare quando i vostri amici vi vogliono trascinare in un locale trendy a sorseggiare cocktail indecenti a prezzi svizzeri… Allora Marykate O’neil “Mundane dream” un riff che mi rimanda ai cari amici Kech. Dio sà le notti in bianco passate a sudare Pop tra le lenzuola.. trobadorico sfigato, looser, freak alla ricerca di questa arcadia Pop così perfetta e incompresa. Vi siete mai chiesti che colore abbia l’acqua? Starna divagazione jazz qui in mezzo! Batteria spazzolosa, corde setolose e un delay spacca cuore. Poi tutti questi arazzi di stella punteggiati da note di tromba si chiamo Dakota suite e sono profondi quanto un morso di una tigre. Gli Essex green, conosciuti nell’ambiente indie, ci propongono una alt.version del loro cavallo di battaglia Everything is Green. Country style acido e melancolico. Sull’onda di Sufjan Steven ci surfano in tanti ma Winsconsin di Xavier Pelleuf has un sapore particolarissimo… è un brano lento e cadenzato incatramato di amore e salsedine. Un pelo più decisi invece i Mockers con “Sunflowers”… mi rimandano ai Jessica Fletchers o ai primi the Cribs, proprio per non dirvi ai New Pornographers di cui tutti ultimante si stanno impiastricciando le labbra. Ashley Park con “let’s go” inizia come un pezzo dei Belle and Sebastian che si accoppiano con i The Belles in un orgia votiva all’Indie Pop assoluto. Tutto bello, tutto vero, tutto sincero. Fate un passo indietro… riscoprite il retrogusto che questo suono pigro vi lascia sul palato. Frutta fresca nel torrido clima di un deserto di emozioni.