AA.VV. - Listen to Bob Dylan

Da WikiFreaks.
Imnodi.jpg
Artista AA.VV.
Titolo album Listen to Bob Dylan
Etichetta
Anno pubblicazione
Tipo album Full length
Recensore Tum
Voto Beautiful Freaks
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 22

Recensione di Beautiful Freaks

Curiosa rilettura Indie e/o Alternative-country dei capolavori del ragazzo del Minnesota. Sebbene Bob non si nasconda dai solchi che il tempo gli traccia sul volto… e con lo stesso spirito avventuriero e trasognante continui a strascicarsi nella sua attività live e discografica… L’Inghilterra indie tiene a proporci il suo modo di capire Dylan. Questo disco è forse emblematico per prendere atto dei limiti che la scena britannica porta in grembo. Lo stesso pedissequo suono Brit-pop che da 15 anni, ormai, si ripresenta senza variazioni, senza rinnovamenti, senza possibilità di crescita o di svolta. Quella distorsione snervate e quei cori ossessivi. Vi porto al dunque. Prendete la versione di “Mr.Tamburine man” dei Roark. Per nulla originale, prevedibile, banale… inoltre snatura la poesia con la quale Dylan l’aveva pensata ed elaborata. In contrappeso “I belive you”; la voce di Cerys Matthews (Catatonia): calde sensazioni rigeneranti per lunghe e noiose giornate di pioggia battente. “Isola” nel primo disco. As tall as Lions eseguono un’out-take delle Nashville sessions “Girl from the North Country”, quella magia dilatante e infinita nata dalla trinità Dylan-Costello-Cash. Che fatica però! L’originale era ben altro, per fortuna a Nashville mancava quella voce sospirata da cuore infranto per status simbol e le chitarre sporcate al computer. Se “I belive in me” dei Jenoah non rimandasse al film più geniale dei Cohen potrei dire quanto sopra. Ma non capiscono che certi arrangiamenti pomposi e autocelebrativi appaiono forzati e appesantiscono solo il Groove della forma? Ne altera il sapore semplice con cui era stata concepita. Un Dylan appesantito, non solo dall’età, ma pure da dischi come questo. Jason Miraz richiama la voce pulitina di Jose Gonzales e di quei dischi meravigliosi PeaceFrog records. Innocent Mission e soci. Sono 8 lunghi minuti di arpeggi e armonici alla Nick Drake. Una sublimazione sensoriale, brividi, palpebre abbassate, parole d’amore, ricordi affogati in bicchieri sbeccati… Sindrome Rain-man! Continuo a ripetermi: “Ma era proprio necessario?