AA.VV. - Lo Zecchino d’Oro dell’Underground

Da WikiFreaks.
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Artista AA.VV.
Titolo album Lo Zecchino d’Oro dell’Underground
Etichetta
Anno pubblicazione
Tipo album Full length
Recensore Manuela Contino
Voto Beautiful Freaks
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 20

Recensione di Beautiful Freaks

Bambini lo siamo stati tutti, e questo con le dovute variabili del caso, è un dato di fatto. Ma riuscire a comprendere pienamente cosa significhi essere bambini oggi è una faccenda di non poco peso. Forse lo capiremo quando avremo a nostra volta dei figli. E non solo perché quell’irrevocabile processo che chiamano ‘diventare grandi’ cancella spietatamente gran parte degli stati d’animo che appartengono all’infanzia. La verità è che il solo pensarlo ci spaventa, perché il mondo dei bambini sembra essere ormai stato invaso e contaminato con prepotenza da quello degli adulti, finendo per diventare anche esso un universo a rischio. Potrebbero essere i soliti discorsi senza soluzione sull’infanzia rubata, la tv che fa male, è giusto che i bambini di 8 anni posseggano un cellulare(?). Ciò non ci solleverebbe comunque dall’affrontare il problema. L’etichetta discografica Snowdonia ha voluto a suo modo guardare alla complessa questione, con un pensiero ampio che ricade al di là di qualsiasi retorica sull’infanzia e che ha espresso attraverso l’elemento che più gli appartiene e che molto appartiene anche al ‘mondo bambino’: la musica. Lo Zecchino d’Oro dell’Underground è disco realizzato con il contributo di svariate band italiane insieme a quello di alcuni bambini, che hanno partecipato all’incisione dei brani. Ne è scaturito un lavoro variegato, visceralmente adulto, dai contorni frastagliati, nel quale le ancora acerbe voci dei pargoli in questione, vengono messe a dura prova in brani, che con lo Zecchino D’oro di Mago Zurlì e di Topo Gigio, hanno davvero poco a che fare. Ed è curioso notare come gli artisti coinvolti nel progetto, abbiano per questa occasione portato alla luce un’ispirazione particolare, che probabilmente non avrebbero riposto in un disco diversamente adulto. L’andamento dei brani, segue perlopiù l’impianto narrativo della favola, di quella ‘che fa paura’, come della serena filastrocca, poggiate su un tappeto musicale che non alza mai eccessivamente i toni. C’è la deliziosa ‘Spider Lullaby’ dei Toyorchestra, che sembra essere suonata da giocattoli di latta con la carica, ci sono le basi e gli scretch indie hip-hop degli Amari, la delicata e romantica ‘Danza dell’Orso’ dei Blessed Child Opera, ‘la Compagnia’ scanzonata dei Masoko, ‘La bellezza’ per questa occasione, declamata in versione alternativa dai Marlene Kuntz. Ed insieme all’apprezzabile idea e al buon esito di molte canzoni, vale il pensiero lasciato nello spazio di poche righe dai bambini, i quali, ancora una volta ci dimostrano di essere in grado di trovare la via fuga dalla scatola mediatica fatta di violenze, ipocrisie e falsi miti in cui la Società–Orco sembra volerli fagocitare.