Adam Carpet - Adam Carpet

Da WikiFreaks.
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Artista Adam Carpet
Titolo album Adam Carpet
Etichetta Rude Records
Anno pubblicazione 2014
Tipo album Full length
Recensore Vincenzo Pugliano
Voto Beautiful Freaks 7
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 47

Recensione di Beautiful Freaks

Gruppo di base a Milano, gli Adam Carpet presentano, con l’album che porta lo stesso nome della band, il loro primo lavoro, ma fin dal primo ascolto si capisce che sono tutt’altro che inesperti. I membri del gruppo provengono infatti da precedenti esperienze musicali e mostrano una cura maniacale per la qualità del loro suono che riflette la particolare composizione della band stessa. Due batterie, Diego Galeri (Timoria) e Alessandro Deidda (Le Vibrazioni), due bassi elettrici, Edoardo Barbosa e Silvia Ottanà, synth e chitarra, Giovanni Calella(Kalweit and The Spokes) creano un tappeto musicale stratificato, vigoroso, ricco di sfumature e suggestioni, ma al tempo stesso pulito e privo di sbavature. Siamo nel campo della psichedelia, del krautrock, del prog, della new wave elettronica che si dipana dai Porcupine Tree, si rivolge ai Pink Floyd e dialoga con Tortoise e Mogwai. Insomma parliamo di post rock, di dissolvenze, di paesaggi e trame sonore ora più vibranti ed incombenti, ora più oniriche e distese, a tratti rabbiose e malinconiche. Tuttavia gli Adam Carpet non perdono il controllo del loro flusso musicale e, questo a mio parere è un gran pregio, non risultano algidi e distaccati nelle loro composizioni. Non elucubrazioni cervellotiche ma energia pulsante che cresce e si irradia negli accordi e nelle decise linee ritmiche, ascoltate Babi Yar per farvi un’idea. O l’intrusione no wave di Jazz Hammerhead con tanto di sax abrasivo e distorto, su un tappeto di percussioni ossessive e impulsi elettronici. A questo fuoco segue Krokus Magnet Store, cavalcata psichedelica, inquinata da campionature elettroniche con tanto di effetti da videogioco. Questo breve elenco si conclude con l’irrisolta The Charge puramente post rock nel suo incedere emotivo toccante ed energico. La scelta di rinunciare al cantato rende il lavoro ancora più libero di sperimentare soluzioni e accostamenti di stili, senza abbandonare la compattezza pur nell’abbondanza di riferimenti e richiami. E se alcuni passaggi danno l’impressione del già sentito (si poteva forse osare ancora di più, nei primi pezzi soprattutto), la qualità complessiva dell’album resta alta e lascia intendere le potenzialità del gruppo.