Alex Snipers Experience - Familiar to someone liv… ing in action!

Da WikiFreaks.
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Artista Alex Snipers Experience
Titolo album Familiar to someone liv… ing in action!
Etichetta Autoprodotto
Anno pubblicazione 2012
Tipo album Full length
Recensore Bernardo Mattioni
Voto Beautiful Freaks 6.5
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 43

Recensione di Beautiful Freaks

Dopo due album ed un dvd, frutto di viaggi tra passioni ed ispirazioni, Alex Snipers (al secolo Alessandro Cecchini, ineccepibile) pubblica una raccolta di tutte le cose migliori espresse in decine di live in giro per l’Italia, nel duo formato dallo stesso Snipers e Alessandro Castelli (al secolo Alessandro Castelli). Il suono del disco è quello tipico del live, con voci di sottofondo, legnate sulla chitarra, allontanamenti dal microfono e climax emotivi imprevisti. Un suono vero, dunque, suonato, materico, sudato, atmosferico. Tra le 14 tracce ( più ghost track) che compongono l’album ci sono molti picchi di eccellenza, che di solito corrispondono ai momenti di maggiore intensità ed energia. Il folk di Snipers viaggia tra i generi, proprio come il songwriter ama viaggiare per i palchi della penisola. Il blues graffiato, la dilatazione lisergica, l’eco del folk, formano un impasto livellato dalle mitragliate di chitarra che sembrano aggrapparsi alla copertina dell’album, uno Yankee in uniforme che assiste alla napalmizzazione della foresta antistante in Vietnam, panorama mai così attuale, visti i recenti sviluppi politici dentro e fuori le mura domestiche. La dimensione live, come si diceva, è evidentemente preponderante e necessaria, nel modo di fare musica di Snipers. A parte alcuni (forse) inevitabili cali che balenano nella corposa mole di materiale contenuta nell’album, viene istintivo ascoltare il disco ad occhi chiusi, per immaginare meglio cosa dovrebbe esserci oltre i coni delle casse o delle cuffie al di là delle nostre orecchie. Alcuni momenti ossessivamente vibranti fanno l’occhiolino al buon Jeff Mangum, tralasciando le odi a Gesù Cristo. Suggestiva la fusione di elementi Beatlesiani provenienti da Norwegian Wood, Tomorrow Never Knows et al. nella psichedelica Free Your Mind. Disco-diario di tante storie, quasi tutte da ascoltare.