Andrea De Luca - Via direttissima 2 e 1/3

Da WikiFreaks.
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Artista Andrea De Luca
Titolo album Via direttissima 2 e 1/3
Etichetta Liquido Records
Anno pubblicazione 2013
Tipo album Full length
Recensore Fabrizio Papitto
Voto Beautiful Freaks 6
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 45

Recensione di Beautiful Freaks

Vi è mai capitato di tirare su la coperta fino a coprirvi gli occhi e pensare per un attimo di essere tornati bambini? Ecco, Via Direttissima, strada dell’infanzia nella Bologna dov’è cresciuto Andrea De Luca, è questo viaggio indietro nel tempo, album a tema del ragazzo che era e dell’Italia che fu. Dal momento magico in cui impariamo a librarci sulla bicicletta alla due cavalli sull’Autostrada del Sole si viaggia attraverso gli anni ’70 e ’80 ripassati per tappe fondamentali in compagnia delle persone e degli oggetti più cari. Il boomerang regalato dal nonno e il subbuteo, il guantone da baseball e la gamba di legno della nonna, il letto a castello e il comodino azzurro, il giradischi e i fumetti, il chiodo e i libri di Jack London. E sullo sfondo Pelè e Dino Zoff, Alì che batte Foreman, Senna e i 200 di Mennea, John Lennon e poi John Travolta, l’austerity poi le stragi di Stato, la storia che passa sotto casa di I Clash in Piazza Maggiore (era il 1980). Dietro tutto, quasi costante, una presenza femminile idealizzata, vagheggiata. Il tono è ora evocativo ora più ironico, e nel complesso la dimensione intima prevale su quella corale, rispecchiate al meglio rispettivamente dalla vibrante La vita tra le dita e dal ritratto generazionale di Yoko Ono che c’entra, il brano ritmicamente più coinvolgente. Detti i pregi va però segnalato anche il grosso limite dell’album, che non è, quasi mai, quello di chiudersi nel perimetro ristretto di una realtà che non esiste più, ma è, quasi sempre, l’insufficienza dei mezzi espressivi. De Luca non si è affacciato oggi sulla scena musicale: è stato il front man dei Radio City, storica formazione bolognese che ha prodotto due bei dischi negli anni ’80; ha collaborato con Federico Poggipollini e Massimo Bubola; in prima linea nel progetto Mama Grande che ha portato l’album Settembre e il sole (2010). Allora com’è possibile l’ingenuità tanto di arrangiamenti quasi sempre deboli quanto di una prova vocale a tratti insufficiente? A conti fatti il punto di forza è costituito dai testi, che qui e là brillano di ottimi guizzi anche se non sempre riescono a fuggire un sapore retorico. Non tutti reggono una prova solistica, ed è possibile che De Luca funzioni meglio all’interno di progetti collettivi, ma questo non toglie dignità ad una prova che riesce comunque a raccontarsi con sincerità.