Attribution - Why Not

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Artista Attribution
Titolo album Why Not
Etichetta Autoprodotto
Anno pubblicazione 2015
Tipo album Full length
Recensore Francesco Angius
Voto Beautiful Freaks 7
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 52

Recensione di Beautiful Freaks

Questo lavoro riesce ad evocare e a riassemblare in modo efficace ed encomiabile differenti paesaggi musicali piacevolmente poliedrici: dall’electric Blues al Funk sino al Rock, brillando di bagliori vagamente zappiani, improvvise suggestioni lennoniane e sfiorando sonorità appartenenti persino al Jazz. Comunque il collante rimane sempre e assolutamente lo stesso: il Groove! La batteria di Stefano Guidi è estremamente dinamica, curata, direi spumeggiante; il basso di Sebastiano Pezzoli manifesta pregevoli doti contrappuntistiche e grande versatilità; le chitarre di Marco Pasinetti sanno caratterizzare coi giusti timbri e una presenza equilibrata le trame armoniche nelle numerose atmosfere di quest’ album. I tre sopracitati strumentisti, oltrechè amalgamarsi e andare perfettamente d’insieme si sono avvalsi in alcuni brani della preziosa collaborazione artistica di Guido Bombardieri, Alessio Palmieri, Luca Bazzani e Alessandro Bottichiari ai fiati, del Fender Rhodes di Fidel Fogaroli, del flauto traverso di Andrès Pasinetti e della voce di Andy Brevi, sfuttando davvero appieno le potenzialità dei 10 pezzi di questo loro disco d’esordio. Un lavoro su cui è facile immaginare e fantasticare, sia per l’incisività di numerosi motivi che si riinventano in altri groove squisitamente differenti, (ad esempio in brani come “Women” o “Mal di schiena”,bellissimo cameo strumentale “d’ensemble” che chiude l’album), e in parte per i toni spesso ruvidi del trio basso-chitarra-batteria sempre perfettamente sovrapposti ai tappeti sonori dei fiati e del “Rhodes”, che creano atmosfere differenti e suggestive. L’identità musicale degli Attribution è forte e consapevole: la loro personalità è denotata da un brillante eclettismo nel carattere di ogni brano. Ogni descrizione più approfondita o riferimento a varie risonanze con altri generi o artisti risulterebbe sempre riduttivo e il consiglio più sincero è di ascoltare con attenzione lo spirito travolgente di questo trio (espanso per l’occorrenza), soprattutto se amate le contaminazioni e le variazioni del Blues e del Rock, ed apprezzate ad esempio artisti quali Robben Ford, S.R. Vaughan & Double Trouble, Philip Sayce o i Bud Spencer Blues Explosion. Assolutamente un esperimento ben riuscito, che ha davvero un bel suono e una straordinaria coesione tra tutti gli strumenti. Il giudizio complessivo è estremamente positivo.