Bachi Da Pietra - Necroide

Da WikiFreaks.
(cop) Bachi Da Pietra - N.jpg
Artista Bachi Da Pietra
Titolo album Necroide
Etichetta La Tempesta Dischi, Master Music Records, Tannen Records, Wallace Records
Anno pubblicazione 2015
Tipo album Full length
Recensore Marco Petrelli
Voto Beautiful Freaks 7
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 52

Recensione di Beautiful Freaks

Mi era capitato di ascoltare i Bachi Da Pietra, e ne avevo molto apprezzato la sonorità massiccia e le ritmiche implacabili. Qui, su Necroide, la già rodata rocciosità dei bachi diventa violenza granitica sistematica. Il blues dei lavori precedenti viene ulteriormente inquinato, e i Bachi stavolta costruiscono un disco buio e pesante con i materiali eterogenei di punk e metal, non lesinando in riff unti e assassini e trucido growl vichingo. L’apertura è un manifesto: Black metal il mio folk, un pezzo monotono come un talking blues e morbosamente, parodisticamente necrofilo. Mi sembra infatti che ci sia una forte dose d’ironia in tutto questo (qualche titolo: Slayer and the Family Stone, Cofani Funebri), il che non vuol dire che i due non facciano seriamente il loro lavoro. Il disco è ricco di serissimi momenti di pura macelleria elettrica, come in Fascite Necroide, un pestaggio sonoro che s’arrampica tra blast beat e ruggiti catarrosi, raccontando dell’ingloriosa fine di Jeff Hanneman, storico chitarrista degli Slayer stroncato da un malefico ragno tropicale (o, più probabilmente, da un alcolismo galoppante). Virus del Male, una ballata elettrica piena di grunge, promette che la fine sarà frastuono, e i Bachi mantengono la parola con la successiva Feccia Rozza, un pezzaccio lurido e melmoso, da fogna. Necroide mostra paradossalmente i suoi punti di forza nelle sue debolezze. È un disco pesante, impegnativo, divertente, e studiato per esserlo. Ed è questo il problema: ascolto dopo ascolto, alcuni momenti iniziano a suonare manieristi, poco spontanei, perfettamente confezionati e quindi meno interessanti (Apocalinsect, esperimento fallito). L’idea di sperimentare con i mezzi del metal estremo è interessante, e anche lodevole, ma quando la morsa del concept si allenta il disco regala i momenti migliori. Come in Sepolta Viva, funerale voodoo maestoso e sensualissimo, il pezzo migliore dell’album. Tessiture di sassi per insetti dallo stomaco forte.