Confusional Quartet - Confusional Quartet play Demetrio Stratos

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Artista Confusional Quartet
Titolo album Confusional Quartet play Demetrio Stratos
Etichetta Expanded Music
Anno pubblicazione 2014
Tipo album Full length
Recensore Andrea Schirru
Voto Beautiful Freaks 8
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 48

Recensione di Beautiful Freaks

Lavoro ambizioso quello del Confusional Quartet: comporre dei brani costruiti su tracce vocali inedite registrate trentacinque anni prima dal compianto Demetrio Stratos. Sembra strano, ma non è uno scherzo! Si tratta realmente del mitico cantante greco naturalizzato italiano noto per le sue straordinarie doti vocali, per i suoi avveniristici esperimenti sulla voce umana e ai più, per essere stato il frontman degli Area, una delle band italiane più importanti degli anni 70 e forse di sempre. Il materiale al quale la band bolognese ha attinto per tale esperimento discografico risale all’ultima esibizione solistica dal vivo di Stratos avvenuta al teatro San Leonardo di Bologna, registrata dal loro produttore Gianni Gitti. Da questa base di partenza scaturiscono 13 tracce molto diversificate fra loro in bilico fra Progressive, Jazz Fusion, Electro Pop per approdare addirittura nei territori della Disco-Dance anni 80 (ascoltare per credere un irriconoscibile Cometa Rossa, cover del celebre brano degli Area). E’ molto curioso notare come il disco, che si apre con tre tracce dalle sonorità più chiare e marcatamente Disco o Pop (Cometa Rossa, Manifest’o e Alessandria), man mano che si prosegue con l’ascolto cambi letteralmente sound diventando più teso e cupo culminando addirittura con l’orrorifico brano Rock-Prog sperimentale S. Maria di ouc. Se alcuni brani presentano una struttura ben definita, soprattutto quelli più marcatamente Electro Pop o dalle sonorità Prog (come il trascinante e notevole Mr. Troja, che alterna parti suonate in 7/4 a parti suonate 4/4), altri risultano averne una più aperta arrivando a somigliare a delle sonorizzazioni o commenti musicali alle istrioniche linee vocali del maestro greco (è il caso dei brani più rumoristi e sperimentali come la lenta Molto Poko). In tutto questo la voce di Stratos spesso risulta affogata dall’eccessiva stratificazione sonora, altre volte snaturata, resa quasi irriconoscibile; tuttavia in generale il lavoro svolto dal Confusional Quartet è di notevole interesse, buona qualità e decisamente originale. Un commento a parte merita Fazzarazza un intrigante, ipnotico e movimentato brano jazz sperimentale che può ricordare alcuni brani del miglior Mike Patton, il quale per sua stessa ammissione paga un grande debito nei confronti del grande cantante. La chiave di lettura del lavoro, che prende distanza dalla sperimentazione musicale pura e senza limiti come la intendeva Demetrio Stratos, si può ricercare nell’accostamento di generi e atmosfere musicali completamente diverse fra loro che letteralmente spiazzano l’ascoltatore.