Globetrotter - Fibonacci

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Artista Globetrotter
Titolo album Fibonacci
Etichetta Autoprodotto
Anno pubblicazione 2014
Tipo album EP
Recensore Vincenzo Pugliano
Voto Beautiful Freaks 7
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 50

Recensione di Beautiful Freaks

Iniziamo dal titolo: Fibonacci fu un grande matematico pisano, noto soprattutto per la sequenza numerica da lui individuata e che prende il suo nome. In essa ogni termine è la somma dei due che lo procedono. Che questo abbia a che fare con la dirompente carica dell’ep è evidente fin dal primo ascolto. Jazz, hardcore, postrock, progressive, metal ogni elemento, ogni influenza a comporre ad arricchire i singoli brani in una sequenza geometrica, cristallina, ma non fredda, avvolgente semmai e vigorosa. Bastano le prime note dell’iniziale Taurina, nomen omen, per apprezzare la forza del duo beneventano, Giovanni Nazzaro alla chitarra e Danilo Peccerella alla batteria, jazzcore in crescendo venato di prog e metal, con la batteria di Peccerella che martella incessante. Un brano veramente notevole che rappresenta tutto il disco: forza e applicazione, senza inutili virtuosismi, ma lasciando spazio dovuto alla tecnica strumentale. Come Untore pezzo apparentemente più pacato con accordi jazz ma solo per sorprendere l’ascoltatore e trascinarlo in un vortice metallico. Dunque dai King Crimson agli Shellac, passando magari per gli ZU, le influenze sono molteplici, ma lo stile dei due appare molto personale e convincente. Di matrice più post rock The March of Left-Handed Butterflies, e Boaka. Spuntano i Mogwai, i God Machine, i Tortoise. e perché no i Butthole Surfers ma senza tentazioni citazionistiche o nostalgiche. Chiude il lavoro la funcheggiante e circolare King Cococock, forse il pezzo meno convincente. Nel complesso un buon album, divertente e coinvolgente, in attesa di una fatica più ampia.