Med Free Orkestra - Background

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Artista Med Free Orkestra
Titolo album Background
Etichetta Compagnia Nuove Indye
Anno pubblicazione 2014
Tipo album Full length
Recensore Daniele Bello
Voto Beautiful Freaks 8
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 47

Recensione di Beautiful Freaks

La Med Free Orkestra nasce nel 2010 a Roma, nel quartiere Testaccio, e costituisce una interessante ed originale fusione fra tradizioni musicali differenti: cinque paesi e tre continenti sono degnamente rappresentanti in questa compagine multietnica. Se le fonti di ispirazione principali di questa band sono sicuramente il folclore e le sonorità dell’area mediterranea (dalla Spagna alla Grecia, dai Balcani al Sud Italia), anche i ritmi orientali, africani e irlandesi contribuiscono alla creazione di una gustosa contaminazione di suoni e sapori, derivante dall’incontro di culture diverse ma facenti comunque parte dell’unica ed irripetibile esperienza umana. La Med Free Orkestra prosegue con coerenza il suo progetto con il nuovo album Background, guidata stavolta dal maestro Angelo Olivieri; il repertorio musicale che ispira i dieci brani che lo compongono è piuttosto vario e spazia dal folk al funk-rock, abbracciando ancora una volta sia i ritmi del bacino del Mediterraneo che quelli del continente africano. La varietà dei timbri e delle sonorità dal punto di vista strumentale si coniugano perfettamente con testi impegnati e di denuncia sociale, che impreziosiscono il valore intrinseco di questo lavoro discografico. Ci permettiamo di segnalare in particolare il testo di BackGround, un vero e proprio grido di indignazione contro l’incapacità di accogliere gli immigrati (sia dal punto di vista del migrante che dell’italiano non “insensibile” a questo dramma). La perfetta fusione tra testo e musica culmina, a nostro giudizio, in due brani: Afrikan Move, viaggio di un veliero immaginario dal Sud dell’Africa alla Sardegna (impreziosito dal contributo del griot Madya Diebate), e la Pizzica dello scafista, una fusione tra taranta e afro-beat che denuncia la figura degli scafisti nonché l’indifferenza e l’ipocrisia della comunità internazionale. Da ascoltare con l’animo predisposto a cogliere tutti i rimandi alle tradizioni musicali del mondo ma con la giusta dose di sensibilità, pronta a cogliere tutte le sfaccettature di un testo “impegnato”.